giovedì 17 dicembre 2009
sabato 12 dicembre 2009
giovedì 8 gennaio 2009
Edmondo Cirielli candidato per il PdL alla presidenza della Provincia di Salerno
Edmondo Cirielli è nato il 22 maggio 1964 a Nocera Inferiore. Coniugato, due figli.
Ha conseguito il diploma di maturità scientifica presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli.
Ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno e la Laurea specialistica in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna presso l’Università di Roma - Tor Vergata, ed è Ten. Colonnello in aspettativa, per incarico parlamentare, dell’Arma dei Carabinieri.
Profilo politico
Nel 1995, nella circoscrizione di Salerno, è eletto Consigliere Regionale della Campania risultando, in assoluto, il candidato più votato in tutta la Campania. Ricopre, durante la legislatura, l’incarico di Vice Capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Regionale.
Nel 1996 aderisce ufficialmente alla componente Destra Sociale.
Nel 1997 costituisce a Salerno l’Associazione Culturale di Area – Destra Europea.
Nel 2000 è stato rieletto Consigliere Regionale risultando, questa volta, il primo eletto, in Provincia di Salerno e in Campania, nelle liste di Alleanza Nazionale. Ricopre l’importante incarico di Questore al Personale dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
Il 13 maggio 2001, alle elezioni politiche, con 29.930 preferenze (40.9%) è eletto Deputato della Casa delle Libertà nel collegio maggioritario di “Nocera Inferiore”.
Nella XIV legislatura è stato componente della Commissione Giustizia e della Commissione Affari Esteri. Da ottobre 2003 al maggio 2006 ha ricoperto l’incarico di Vice Presidente del Gruppo di Alleanza Nazionale alla Camera dei Deputati.
Alle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto Deputato di AN e dal giugno 2006 al 28 aprile 2008 è stato Segretario della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.
Alle elezioni politiche del 2008 è stato rieletto Deputato del PDL e dal giugno 2008 è Presidente della Commissione Difesa alla Camera dei Deputati.
Dal luglio 2002 fino al novembre 2003 ha ricoperto l’incarico di Coordinatore Nazionale dell’Associazione Culturale di Area – Destra Sociale. In Alleanza Nazionale ha ricoperto l’incarico di Responsabile nazionale delle politiche del lavoro, previdenziali e sindacali; e Coordinatore del Centro Studi del Dipartimento Socio Economico di AN. E’ stato Presidente della Federazione Provinciale AN di Salerno. Dal 2002 componente della Direzione Nazionale di AN. E' stato componente dell'Esecutivo Politico di Alleanza Nazionale. E’ socio fondatore della Fondazione Nuova Italia il cui ideatore è stato l’On. Gianni Alemanno.
tratto dal sito
http://www.edmondocirielli.org
Ha conseguito il diploma di maturità scientifica presso la Scuola Militare Nunziatella di Napoli.
Ha frequentato l’Accademia Militare di Modena e la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma. Ha conseguito la Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Salerno e la Laurea specialistica in Scienze della Sicurezza Interna ed Esterna presso l’Università di Roma - Tor Vergata, ed è Ten. Colonnello in aspettativa, per incarico parlamentare, dell’Arma dei Carabinieri.
Profilo politico
Nel 1995, nella circoscrizione di Salerno, è eletto Consigliere Regionale della Campania risultando, in assoluto, il candidato più votato in tutta la Campania. Ricopre, durante la legislatura, l’incarico di Vice Capogruppo di Alleanza Nazionale in Consiglio Regionale.
Nel 1996 aderisce ufficialmente alla componente Destra Sociale.
Nel 1997 costituisce a Salerno l’Associazione Culturale di Area – Destra Europea.
Nel 2000 è stato rieletto Consigliere Regionale risultando, questa volta, il primo eletto, in Provincia di Salerno e in Campania, nelle liste di Alleanza Nazionale. Ricopre l’importante incarico di Questore al Personale dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale.
Il 13 maggio 2001, alle elezioni politiche, con 29.930 preferenze (40.9%) è eletto Deputato della Casa delle Libertà nel collegio maggioritario di “Nocera Inferiore”.
Nella XIV legislatura è stato componente della Commissione Giustizia e della Commissione Affari Esteri. Da ottobre 2003 al maggio 2006 ha ricoperto l’incarico di Vice Presidente del Gruppo di Alleanza Nazionale alla Camera dei Deputati.
Alle elezioni politiche del 2006 è stato rieletto Deputato di AN e dal giugno 2006 al 28 aprile 2008 è stato Segretario della Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.
Alle elezioni politiche del 2008 è stato rieletto Deputato del PDL e dal giugno 2008 è Presidente della Commissione Difesa alla Camera dei Deputati.
Dal luglio 2002 fino al novembre 2003 ha ricoperto l’incarico di Coordinatore Nazionale dell’Associazione Culturale di Area – Destra Sociale. In Alleanza Nazionale ha ricoperto l’incarico di Responsabile nazionale delle politiche del lavoro, previdenziali e sindacali; e Coordinatore del Centro Studi del Dipartimento Socio Economico di AN. E’ stato Presidente della Federazione Provinciale AN di Salerno. Dal 2002 componente della Direzione Nazionale di AN. E' stato componente dell'Esecutivo Politico di Alleanza Nazionale. E’ socio fondatore della Fondazione Nuova Italia il cui ideatore è stato l’On. Gianni Alemanno.
tratto dal sito
http://www.edmondocirielli.org
mercoledì 19 novembre 2008
Consiglio Nazionale di Forza Italia: Diretta online
Venerdì prossimo, 21 novembre, Forza Italia riunisce il suo Consiglio Nazionale, che definirà i modi in cui avverrà la transizione definitiva di Forza Italia nel Popolo della Libertà. Questa assemblea segnerà, è il caso di dirlo, un passaggio davvero storico. Potrai seguire in diretta nel nostro sito www.ilpopolodellaliberta.it tutti i lavori del Consiglio Nazionale, a partire dalle 10,30 di venerdì. Ti aspettiamo.
venerdì 19 settembre 2008
VERDINI: Pdl guarda al modello americano della ''registrazione''
Siamo qui per compiere quella che vorrei definire una "rivoluzione gentile". E’ sicuramente una rivoluzione, perché sta per nascere un soggetto politico che aiuterà il Paese ad archiviare gli stanchi rituali e anche i peggiori vizi dei vecchi partiti. Ma è anche una rivoluzione dolce, gentile, perché interpreta fedelmente, senza strappi e senza forzature, le aspirazioni e il buon senso della stragrande maggioranza degli elettori italiani.
Sappiamo bene che il Pdl, in fondo, è già nato il 13 aprile scorso, quando 14 milioni di italiani hanno sostenuto e incoraggiato il cammino che avevamo intrapreso. Ora dobbiamo percorrere l’ultimo miglio, e dare vita ad una forza che aspiri al "50%+1" dei voti, e che sia pronta a governare l’Italia per 10-15 anni, garantendo un ciclo di riforme capaci di cambiare il Paese dalle fondamenta.
L’Italia è pronta per vedere realizzato un assetto simile alla grande democrazia americana, alla grande democrazia inglese, così come alle grandi democrazie dei maggiori Paesi dell’Europa continentale. Due grandi partiti pronti a sfidarsi per il Governo. Non più il caos di 15-20 partiti litigiosi, rissosi, desiderosi di conquistare un piccolo potere di veto, di esercitare una sorta di "golden share" sui Governi e sulle maggioranze, perennemente dediti a dividersi e a distinguersi al solo scopo di perpetuarsi e autoconservarsi. Da un tendenziale bipolarismo siamo pronti a passare ad un tendenziale bipartitismo: due grandi partiti, chi vince governa, chi perde si oppone, e dopo quattro o cinque anni se ne riparla. Se chi ha governato lo ha fatto bene, sarà premiato; altrimenti, ci sarà spazio per l’altro partito, che nel frattempo avrà fatto il possibile per organizzarsi e rendersi pronto all’appuntamento con la guida del Paese.
Già il 13 aprile scorso i cittadini si sono mossi con decisione in questo senso. Il 70% degli elettori ha infatti scelto i due maggiori partiti. Noi vogliamo incoraggiare questa tendenza, che ci avvicina a quanto accade da tempo nell’Occidente avanzato.
Ecco perché guardiamo con enorme preoccupazione a quello che succede nel Pd. Un sistema politico maturo ha bisogno della assoluta certezza che entrambi i partiti maggiori siano pronti a governare. Oggi il cantiere del Pd non appare solido. Potremmo dire: "Chi è causa del suo mal (e del suo Di Pietro), pianga se stesso". Ma non lo diremo. Non abbiamo mai creduto nel "tanto peggio, tanto meglio". Ci auguriamo che, prima o poi, il centrosinistra italiano sappia incamminarsi lungo il cammino delle forze riformiste occidentali, abbandonando demagogie, immobilismi antiriformatori o - peggio ancora - derive illiberali e forcaiole.
Ma ora pensiamo a noi e alla nostra buona opera. Se vogliamo davvero superare i bizantinismi e anche gli aspetti più opachi dell’organizzazione dei vecchi partiti, dobbiamo passare dal "partito delle tessere" ad un vero e proprio "partito degli elettori".
Fi, An e gli altri partiti del centrodestra hanno sempre avuto molti iscritti, ma questi iscritti - per quanto numerosi - rappresentavano solo una piccola percentuale (2%, 3%, 5%) degli elettori. Per questo, sembra decisamente preferibile puntare su forme più aperte e leggere di "registrazione" (sul modello americano) che consentano a milioni di persone di lasciare i propri recapiti per essere ricontattate, consultate, e regolarmente coinvolte nella vita del nostro soggetto politico.
In questo senso, si possono prevedere altre cose:
-contestualmente al Congresso, si possono organizzare forme di partecipazione sia fisica nelle piazze (con l’evento rappresentato da milioni di cittadini che vanno a "registrarsi" per salutare la nascita del Pdl, ed essere coinvolte dal primo momento) sia su Internet (con la "registrazione telematica" che viene aperta a partire dalle giornate del Congresso);
-successivamente al Congresso, si possono organizzare forme di consultazione telematica dei registrati: il Pdl sarebbe così, oltre che partito "a rete" (cioè un network capace di valorizzare numerosi apporti, stimoli e sensibilità), anche un partito "in rete", cioè capace di vivere in presa diretta con il popolo degli utenti di Internet
-naturalmente, deve anche essere possibile accreditare al Congresso i blogger che lo vorranno (come è avvenuto nelle recenti Convention americane del Partito Democratico e del Partito Repubblicano).
E’ molto importante immaginare qualcosa del genere: solo così, infatti, si evita il rischio di una "fusione a freddo", di un accordo tra due o più gruppi dirigenti nel chiuso di una stanza, senza un adeguato e vero coinvolgimento popolare.
Per il resto, sarà il Comitato costituente a definire i contenuti dello statuto. Una commissione è già al lavoro, e sono certo che saprà sempre coniugare le esigenze organizzative del gruppo dirigente nazionale con questa spinta, su cui voglio ancora insistere, di coinvolgimento popolare. Il nostro compito è enorme. Non stiamo facendo un "trasloco": stiamo costruendo una nuova casa, destinata a durare e a segnare la vita politica del Paese per decenni. Per questo, abbiamo il dovere di immaginare qualcosa di straordinario, di non ordinario, di non meramente burocratico. Siete e siamo qui per questo. Buon lavoro a tutti noi.
Sappiamo bene che il Pdl, in fondo, è già nato il 13 aprile scorso, quando 14 milioni di italiani hanno sostenuto e incoraggiato il cammino che avevamo intrapreso. Ora dobbiamo percorrere l’ultimo miglio, e dare vita ad una forza che aspiri al "50%+1" dei voti, e che sia pronta a governare l’Italia per 10-15 anni, garantendo un ciclo di riforme capaci di cambiare il Paese dalle fondamenta.
L’Italia è pronta per vedere realizzato un assetto simile alla grande democrazia americana, alla grande democrazia inglese, così come alle grandi democrazie dei maggiori Paesi dell’Europa continentale. Due grandi partiti pronti a sfidarsi per il Governo. Non più il caos di 15-20 partiti litigiosi, rissosi, desiderosi di conquistare un piccolo potere di veto, di esercitare una sorta di "golden share" sui Governi e sulle maggioranze, perennemente dediti a dividersi e a distinguersi al solo scopo di perpetuarsi e autoconservarsi. Da un tendenziale bipolarismo siamo pronti a passare ad un tendenziale bipartitismo: due grandi partiti, chi vince governa, chi perde si oppone, e dopo quattro o cinque anni se ne riparla. Se chi ha governato lo ha fatto bene, sarà premiato; altrimenti, ci sarà spazio per l’altro partito, che nel frattempo avrà fatto il possibile per organizzarsi e rendersi pronto all’appuntamento con la guida del Paese.
Già il 13 aprile scorso i cittadini si sono mossi con decisione in questo senso. Il 70% degli elettori ha infatti scelto i due maggiori partiti. Noi vogliamo incoraggiare questa tendenza, che ci avvicina a quanto accade da tempo nell’Occidente avanzato.
Ecco perché guardiamo con enorme preoccupazione a quello che succede nel Pd. Un sistema politico maturo ha bisogno della assoluta certezza che entrambi i partiti maggiori siano pronti a governare. Oggi il cantiere del Pd non appare solido. Potremmo dire: "Chi è causa del suo mal (e del suo Di Pietro), pianga se stesso". Ma non lo diremo. Non abbiamo mai creduto nel "tanto peggio, tanto meglio". Ci auguriamo che, prima o poi, il centrosinistra italiano sappia incamminarsi lungo il cammino delle forze riformiste occidentali, abbandonando demagogie, immobilismi antiriformatori o - peggio ancora - derive illiberali e forcaiole.
Ma ora pensiamo a noi e alla nostra buona opera. Se vogliamo davvero superare i bizantinismi e anche gli aspetti più opachi dell’organizzazione dei vecchi partiti, dobbiamo passare dal "partito delle tessere" ad un vero e proprio "partito degli elettori".
Fi, An e gli altri partiti del centrodestra hanno sempre avuto molti iscritti, ma questi iscritti - per quanto numerosi - rappresentavano solo una piccola percentuale (2%, 3%, 5%) degli elettori. Per questo, sembra decisamente preferibile puntare su forme più aperte e leggere di "registrazione" (sul modello americano) che consentano a milioni di persone di lasciare i propri recapiti per essere ricontattate, consultate, e regolarmente coinvolte nella vita del nostro soggetto politico.
In questo senso, si possono prevedere altre cose:
-contestualmente al Congresso, si possono organizzare forme di partecipazione sia fisica nelle piazze (con l’evento rappresentato da milioni di cittadini che vanno a "registrarsi" per salutare la nascita del Pdl, ed essere coinvolte dal primo momento) sia su Internet (con la "registrazione telematica" che viene aperta a partire dalle giornate del Congresso);
-successivamente al Congresso, si possono organizzare forme di consultazione telematica dei registrati: il Pdl sarebbe così, oltre che partito "a rete" (cioè un network capace di valorizzare numerosi apporti, stimoli e sensibilità), anche un partito "in rete", cioè capace di vivere in presa diretta con il popolo degli utenti di Internet
-naturalmente, deve anche essere possibile accreditare al Congresso i blogger che lo vorranno (come è avvenuto nelle recenti Convention americane del Partito Democratico e del Partito Repubblicano).
E’ molto importante immaginare qualcosa del genere: solo così, infatti, si evita il rischio di una "fusione a freddo", di un accordo tra due o più gruppi dirigenti nel chiuso di una stanza, senza un adeguato e vero coinvolgimento popolare.
Per il resto, sarà il Comitato costituente a definire i contenuti dello statuto. Una commissione è già al lavoro, e sono certo che saprà sempre coniugare le esigenze organizzative del gruppo dirigente nazionale con questa spinta, su cui voglio ancora insistere, di coinvolgimento popolare. Il nostro compito è enorme. Non stiamo facendo un "trasloco": stiamo costruendo una nuova casa, destinata a durare e a segnare la vita politica del Paese per decenni. Per questo, abbiamo il dovere di immaginare qualcosa di straordinario, di non ordinario, di non meramente burocratico. Siete e siamo qui per questo. Buon lavoro a tutti noi.
mercoledì 20 agosto 2008
VERDINI: Prosegue la costruzione del Popolo della Libertà
Dalla seconda metà di luglio è stato fatto un altro, importante passo in avanti lungo il percorso che porterà alla definitiva costruzione del Popolo della Libertà. Con una comunicazione a doppia firma (Denis Verdini, coordinatore di Forza Italia, e Ignazio La Russa, reggente di Alleanza Nazionale) si è dato il via in tutte le regioni alla formazione di coordinamenti regionali del PdL, in cui i partiti che hanno aderito al PdL siano rappresentati come da intesa stipulata prima delle elezioni, fatto salvo situazioni particolari, che saranno esaminate in sede nazionale.
I compiti primari dei coordinamenti, che saranno guidati dai coordinatori regionali di Forza Italia e AN, sono i seguenti:
l) Formare in ogni provincia e in ogni comune il Coordinamento del Pdl, che dovrà essere costituito, secondo i parametri dell’accordo e tenendo conto dei singoli partiti, degli eletti e delle personalità territoriali.
2) Costituire una Federazione tra i gruppi consiliari di tutti i partiti che hanno aderito al PdL.
3) Dare avvio ad una ricognizione sul territorio per mettere a punto il lavoro da svolgere in vista delle elezioni amministrative della primavera 2009.
I compiti primari dei coordinamenti, che saranno guidati dai coordinatori regionali di Forza Italia e AN, sono i seguenti:
l) Formare in ogni provincia e in ogni comune il Coordinamento del Pdl, che dovrà essere costituito, secondo i parametri dell’accordo e tenendo conto dei singoli partiti, degli eletti e delle personalità territoriali.
2) Costituire una Federazione tra i gruppi consiliari di tutti i partiti che hanno aderito al PdL.
3) Dare avvio ad una ricognizione sul territorio per mettere a punto il lavoro da svolgere in vista delle elezioni amministrative della primavera 2009.
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